Stato e mafia: la verità nascosta.

In ricordo di PeppinoLa strage di via D’amelio è una strage di Stato. Di uno Stato colluso da sempre con i poteri mafiosi con equilibri politici ed economici instabili e oscuri. E’ ormai un fatto assodato:  c’è stata una «trattativa» fra la mafia e una parte delle istituzioni. Ieri sera ad Annozero si è finalmente parlato di mafia, di Stato, di istituzioni corrotte, di un’Italia che da troppo tempo vogliamo tenere nascosta. Si è parlato di personaggi vili che non vogliamo più sentir nominare, di strategie di potere, potere politico e potere economico. Omicidi che nascondono un solo scopo: gestire il Potere. Basta, vogliamo sentire una nuova Italia, vogliamo dare voce a chi vive con dignità la propria esistenza, a chi rispetta le differenze e lavora per contribuire ad futuro migliore.

Ho trovato meravigliose le parole di Agnese Borsellino e voglio condividerle con voi:

«Ho tanto meditato e dopo diciassette anni solo oggi in cui mi sembrano maturi i tempi, chiedo in ginocchio ai collaboratori di giustizia, complici e non della strage di Via D’Amelio, di far luce sui mandanti e su coloro che hanno voluto la strage annunziata»: così scrive Agnese Borsellino nell’appello inviato ad Annozero che – nella puntata di stasera – ha come tema la mafia. «Dire la verità – prosegue la moglie del magistrato ucciso nella strage in via D’Amelio il 19 luglio del 1992 – è un’azione di grande coraggio, lo stesso coraggio posseduto dai carnefici nell’organizzare ed eseguire un’azione di guerra. Aiutateci, la vostra collaborazione sarà un atto di amore, le prove in vostro possesso fatte pervenire agli onesti restituiranno dignità a questa nazione e ci renderanno liberi dai ricatti e da quel sottobosco in cui gli interessi personali coincidono con la cultura della morte».

Pasquino.

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